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Dieta sostenibile? Si può fare!

Dieta sostenibile?
Si può fare!

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Ultimamente si parla molto di dieta sostenibile, non tanto dal punto di vista nutrizionale delle persone, ma per quello che riguarda l’ecologia e quindi l’ambiente. Detto in parole povere: quanto pesa il processo di produzione del cibo in un mondo popolato da sette miliardi e mezzo di persone? Per rispondere, vi vogliamo parlare di tre storie, tutte correlate al discorso della dieta sostenibile, seppur con approcci e argomenti diversi.

Diventeremo tutti vegani o vegetariani?

In Italia, secondo l’OMS, siamo abituati a mangiare mediamente 78 kg di carne all’anno a persona. In Australia se ne consumano 120; negli Stati Uniti si arriva addirittura a 125 kg. Un dato impressionante che mina non solo il concetto di dieta sostenibile, ma in prospettiva l’intera sostenibilità del processo di produzione. Secondo una ricerca del World Resources Institute (WRI), sarebbe sufficiente che l’americano medio riducesse il consumo di carne e di prodotti lattiero-caseari per dimezzare l’impatto ambientale della produzione alimentare, in termini di consumo di terra, di acqua e di impatto sul clima.

Il WRI fa l’esempio comparativo dei bovini e dei fagioli. Per ogni grammo di proteine, un bovino, che si distingue per il suo elevato impatto ambientale, consuma 20 volte più terra e genera emissioni di gas serra 20 volte maggiori rispetto ai fagioli. La carne di manzo costa anche almeno tre volte più dei fagioli. Insomma, uno svantaggio in tutti i sensi. E infatti parla chiaro il grafico che il WRI ha pubblicato sul suo sito.

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Parliamoci chiaro: il titolo di questo paragrafo è volutamente incisivo. Non si tratta di dover diventare vegani o vegetariani, ma se non modifichiamo il nostro modo di mangiare in funzione di una dieta sostenibile, in futuro potremmo non avere più scelta.

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E poi c’è lo spreco alimentare…

In Italia mangiamo mediamente 78 kg di carne all’anno. In Italia sprechiamo 146 kg di cibo all’anno. Secondo la FAO, un anno di spreco alimentare in Italia sfamerebbe ben oltre 44 milioni di persone. Non c’è da meravigliarsi, allora, che gli sprechi alimentari nel mondo potrebbero arrivare a sfamare l’intera Africa! Dieta sostenibile è quindi anche questo: evitare gli sprechi quanto più possibile.

Una bella iniziativa in questo senso arriva da Torino dove l’Università degli studi di Torino, Slow Food, Cinema Ambiente, Museo A come Ambiente e l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta hanno lanciato il progetto Una Buona Occasione, un portale web e un’app attraverso i quali scoprire tutto quello che c’è da sapere sulla lotta allo spreco alimentare e sulle date di scadenza dei prodotti, passando attraverso una mappa delle associazioni e istituzioni che nel mondo combattono lo spreco di cibi e incentivano il recupero.

Insegniamo la dieta sostenibile ai nostri figli

La terza storia che chiude questo articolo arriva di nuovo dagli Stati Uniti. L’Università dell’Illinois ha sviluppato un’app educativa, rivolta a bambini e ragazzi, che consente di calcolare le caratteristiche nutrizionali e l’impronta ecologica dei cibi, in termini di consumo di risorse naturali e di impatto climatico dovuto alle emissioni di gas a effetto serra.

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L’app, destinata all’insegnamento del concetto di dieta sostenibile nelle scuole, si chiama Food for Tought (Cibo per la mente), e consente di selezionare i cibi per un pasto, dopo di che fornisce l’impronta di carbonio di ogni ingrediente e del pasto nel suo complesso. Ad esempio, se si selezione un’insalata, vengono indicate sia la quantità di calorie ma anche la quantità d’acqua necessaria per la crescita della lattuga.

Dal punto di vista dell’apprendimento, la finalità dell’applicazione è duplice: rendere i bambini consapevoli sia dell’impatto climatico e delle sue cause, sia dei sistemi di comunicazione attuali.

Insegnare cos’è la dieta sostenibile ai più piccoli è importante, ma per garantire loro la possibilità di scegliere cosa e come mangiare quando saranno adulti dobbiamo iniziare noi stessi, oggi, a cambiare il nostro modo di mangiare abbracciando uno stile nutrizionale che sia davvero una dieta sostenibile.